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Nelle date sabato 22 - domenica 23 e sabato 29 - domenica 30 Aprile, con orario dalle ore 9 alle 17 (pranzo incluso nel prezzo), ApiSophia in collaborazione con la Sezione Friuli dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica organizza un corso base di apicoltura biodinamica presso il proprio apiario sperimentale sito nell’azienda Aquila del Torre a Savorgnano del Torre (UD).
Docente: Daniele Pustetto
Il corso, che prevede una formazione base in apicoltura biodinamica include visite pratiche in apiario, l’iscrizione a ApiSophia, i pranzi e le pause caffè.

Costo complessivo € 150 (più eventuale offerta volontaria a sostegno della ricerca per le api condotta da ApiSophia)
Per informazioni contattare:

  • Daniele Pustetto cell. 338 421 2877
  • segreteria@apisophia.it

I corsisti sono invitati a portare i propri dispositivi di protezione individuale (tuta, maschera e guanti) e scarpe da campagna.
E’ possibile prenotare l’attrezzatura al momento dell’iscrizione.

Argomenti che verranno trattati:

L’apicoltura biodinamica: tra esigenze dell’ape e quelle dell’apicoltore.
L’Essere dell’alveare - Le api in relazione ai 4 elementi.
Il calendario biodinamico e le visite in apiario - Le 3 caste in relazione al Sole e alla Terra - Le 3 caste in relazione all’uomo - Le attività delle operaie in relazione al veleno e ai principi del sistema immunitario - Le api e il mondo vegetale: pianta/fiore nettare/polline: la particolarità della melata - Le forze che agiscono nelle celle esagonali, nel miele e nella cera - L’uso dei telaini naturali.

Modifiche all’arnia razionale, il melario da nido e il melario sterico - La sciamatura: raccolta e cura dello sciame - Orfanità dell’alveare - L’integrità della regina in relazione all’ereditarietà genetico/ambientale e alle forze nel suo ciclo di sviluppo dalle forme neonatali - I trattamenti tampone - I saccheggi - Salutogenesi applicata alle api - Le malattie dell’alveare: cura e prevenzione - Le tisane biodinamiche, depurative e curative - L’uso dei preparati biodinamici - L’invernamento delle api propedeutico alla ripartenza primaverile - I trattamenti in ovopausa naturale. Qualità del miele nel processo di smielatura e conservazione. La pausa invernale e il periodo Natalizio. Lo sviluppo di una nuova socialità umana attraverso l’attività apistica: l’osservazione silenziosa del lavoro delle api e la creazione di gruppi di studio, ricerca e sperimentazione.

Miei cari amici, nella tarda mattinata di ieri, viste le temperature miti, il bel sole e la giornata favorevole in "Fiori", ho deciso di fare una breve visita alle api di "Aquila del Torre".
In apiario c'era un bel via-vai!
Ho aperto tutte le famiglie e ho constatato la loro presenza. Tutte le famiglie sono vive!
Tutte le famiglie hanno abbondanti scorte. Una sola era un po' in calo; si tratta di uno sciame dell'anno scorso che aveva già delle notevoli rose di covata, quindi, aveva già consumato parecchie scorte per alimentare la prole.
In genere, anche se alcune famiglie sono veramente numerose, la covata è ancora contenuta. Probabilmente il freddo di gennaio le ha indotte alla prudenza.
Non ci sono, quindi, più di due telaini di covata, anche in presenza di famiglie numerose. Non le ho smembrate tutte, ovviamente, per cui, sono dati presi a campione.
Sono rimasto sbalordito dalla forza di alcune famiglie che già lo scorso anno avevano dato evidenza di sanità e di capacità sopra la norma, rispetto alle altre.
Quattro famiglie sono su 9 telaini, tutti sono presidiati, anche se in misura parziale. Anche queste, nonostante il numero e il calore interno, hanno solo delle piccole rose di covata.
Quattro sciami tardivi della scorsa stagione sono molto deboli; ho verificato la presenza delle regine in tutte quattro, ma, in due di esse, non ho trovato ancora covata.
Probabilmente, per il fatto che il calore non è ancora sufficiente, hanno preferito aspettare; le ho segnate per una verifica tra quindici giorni.
Nel gruppo c'erano due famiglie che in novembre hanno evidenziato una caduta notevole di varroa (circa 800/1000 acari caduti dopo 5 giorni dal trattamento ossalico gocciolato).
Una di queste due è molto numerosa e non mostra affatto segni di debolezza, anzi.
La seconda, invece, è più debole, ma, anche questa non mi sembra male.
Le scorte hanno prevalenza di miele di edera, piuttosto duro, ma, al centro del glomere, la temperatura ammorbidisce il miele e lo rende più facilmente utilizzabile.
Alle famiglie più piccole, con meno calore, ho dato mezzo chilo di miele più morbido.
Molta diversità tra famiglie, ma, l'impressione è stata buona.
La prossima visita la farò tra 15 giorni.
Un caro saluto a tutti,

Daniele